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Nago Torbole. Omicidio Eleonora Perraro. Per la difesa del marito sarebbe stato Achille, il cane di famiglia, a uccidere la vittima.

Immagine della notizia (Miniatura di Zairon su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Scaricare la colpa sul cane Achille. Pare sia questa la linea difensiva scelta dai legali di Marco Manfrini per scagionare l'uomo dall'accusa dell'omicidio della moglie, Eleonora Perraro, uccisa a morsi e percosse.

Un cucciolone di Labrador che all'epoca dei fatti aveva appena compiuto 10 mesi, affezionatissimo a Eleonora e a tutta la famiglia. In un primo momento sembrava che la linea difensiva dei legali di Manfrini fosse quella di scaricare la colpa su un secondo, misterioso, individuo. Ora la virata pare completa e, al processo, toccherà proprio all'imputato parlare della sua versione dei fatti. L'uomo ha sempre sostenuto di non ricordare cosa fosse successo la notte del delitto, avvenuto nel settembre del 2019.

Da quanto riportato dall'Adige di ieri, l'avvocata della difesa presenterà una relazione che dovrebbe spiegare perché sarebbe stato il cane a uccidere la padrona mentre Manfrini, forse, dormiva. Lo strangolamento? Una zampata del cane sul collo. I morsi al volto? Sarebbero stati di Achille.

Erika, la sorella della vittima, ha commentato: "I tentativi della difesa di cercare in qualche modo di coinvolgere il cane mi fanno crescere una grande rabbia. Perché? Quel cucciolo picchiato quasi a morte quella notte è stato a fianco alla nostra Ele fino alla fine. Lei non è morta da sola perché c'era lui. Era con lei e sicuramente questo negli ultimi istanti di vita le ha dato conforto e non l'ha fatta sentire totalmente sola in balia del suo assassino".

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