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Bologna. Omicidio Emma Pezemo. Il movente in una gravidanza non accettata. Il delitto potrebbe essere stato premeditato.

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Emma Pezemo sarebbe stata uccisa in un parco, fatta a pezzi con un machete o, addirittura, una sega elettrica e gettata nel cassonetto di viale Togliatti a Bologna.

All'origine dell'orrore ci sarebbe una gravidanza non accettata dal compagno che poi si è tolto la vita, Jacques Honoré Ngouenet. Sono i dettagli che emergono nelle ultime ore dalle indagini sulle quali sono al lavoro i poliziotti della Mobile coordinati dalla Procura bolognese.

I due avevano una relazione che, tra alti e bassi, andava avanti da tre anni e in gran parte era tenuta nascosta alla famiglia di Emma, preoccupata, come confermato da un parente, per alcuni atteggiamenti aggressivi dell'uomo che era in cura per problemi psichiatrici.

Un testimone avrebbe raccontato di averli visti giovedì litigare pesantemente: "Emma era in lacrime, ma non so il motivo". Quella discussione, sfociata nella confessione della ragazza, potrebbe essere all'origine dell'omicidio. Gli investigatori non escludono che il camerunese abbia premeditato tutto, presentandosi sabato all'ultimo incontro con l'arma del delitto e i sacchi, pronto per compiere la mattanza.

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