Cabiate. Il caso della piccola Sharon. Si aggravano le accuse nei confronti di Gabriel Robert Marincat: omicidio volontario.

Immagine della notizia (Miniatura di Ornella (Chiyako92) su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 4.0)

Si aggravano le accuse per Gabriel Robert Marincat, in carcere dallo scorso mese di gennaio per la morte della piccola Sharon, la figlia di 18 mesi della sua ex compagna.

Inizialmente l'uomo era stato accusato di morte in conseguenza di maltrattamenti in famiglia. Ora però, all'esito dell'autopsia, il pm di Como contesta l'omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina.

Era l'11 gennaio a Cabiate, nel Comasco, quando si trovavano da soli in casa Gabriel e la piccola. La madre l'aveva affidata a lui per accudirla mentre lei era al lavoro. L'uomo aveva raccontato che Sharon si era fatta male mentre giocava, poi si è calmata e si è addormentata. Solo successivamente si era accorto che la bimba stava male e, ore dopo, aveva chiamato i soccorsi. Il trasporto all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo non servì a salvarle la vita. Sharon era morta.

Per gli inquirenti il decesso era arrivato dopo una giornata di violenze brutali. Da qui il cambio dell'accusa. E ora, a quattro mesi di distanza, si potranno svolgere i funerali della piccola.

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