Sassari. Omicidio Zdenka Krejcikova. L'imputato nega le ricostruzioni dell'accusa: "Ho sempre trattato bene lei e le figlie".

Immagine della notizia (Miniatura di Benoît Prieur su Wikipedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

È iniziato ieri, 14 giugno, in Corte d'Assise a Sassari l'esame dell'imputato Francesco Baingio Douglas Fadda, il 45enne sassarese a processo con l'accusa di aver ucciso il 15 febbraio 2020 la sua compagna Zdenka Krejcikova, 40 anni, colpendola con un coltello all'interno di un bar a Sorso, dove la donna si era rifugiata in cerca di aiuto con le due figlie gemelle.

Nel corso dell'udienza, Fadda ha risposto alle domande del pm e delle parti civili, cercando di scagionarsi dalle accuse: "Il coltello lo aveva Zdenka, e nella colluttazione al bar, non so come, si è ferita. Anche io sono rimasto ferito a un polpaccio".

L'imputato ha cercato anche di smentire la figura di uomo violento e insensibile emersa nelle fasi delle indagini, sostenendo di aver sempre trattato bene l'ex compagna e le due bambine. Ha parlato di cure e attenzioni, di vacanze e di regali alle due gemelline, per le quali, ha detto, "ero una figura di riferimento".

Proprio le due, costrette prima ad assistere all'accoltellamento e all'agonia della loro madre, e poi trascinate in auto in un lunga notte di fuga per mezza provincia, sono le ulteriori vittime della violenza di Fadda, per cui il pm aveva aggiunto le accuse di tortura, lesioni gravi e lesioni gravissime.

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