Truccazzano. Omicidio Alessandra Cità. Antonio Vena in aula: "Ho preso il fucile, poi ho fatto ciò che non avrei mai dovuto fare".

Immagine della notizia (Miniatura di Geobia su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

"Ho preso il fucile e poi ho fatto quello che non avrei mai dovuto fare nella vita". Nell'udienza di lunedì 22 giugno 2021 alla Corte d'Assise di Milano ha deposto Antonio Vena, l'assassino reo confesso dell'omicidio di Alessandra Cità, avvenuto a Truccazzano il 19 aprile 2020.

L'imputato ha raccontato che era tornano da Bressanone (Bolzano), dove abita, per cercare di chiarire i rapporti con la sua compagna, intenzionata a lasciarlo. Dopo cena la discussione era però degenerata. Lei avrebbe parzialmente ammesso di avere una nuova relazione.

Poi il crollo e l'omicidio nel corso della notte: "Per me lei era la mia vita. Avevo investito tutto su di lei. Sono sceso nel seminterrato dove dormiva e ho preso dall'armadietto due fucili e un caricatore. E poi ho fatto quello che non avrei dovuto fare".

Ha sostenuto di essersi pentito subito di quanto commesso e per questo ha scritto una lettera di scuse ai familiari della vittima.

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