Pavia. Insulti razzisti, minacce e botte alla moglie: Un 51enne condannato a 2 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

Immagine della notizia (Miniatura di Luca Volpi su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Botte e insulti, anche razzisti, alla moglie: un 51enne campano ma residente nel Pavese è stato condannato nei giorni scorsi a 2 anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

I maltrattamenti erano iniziati circa a settembre 2009 per proseguire fino ad aprile 2014. La coppia si era sposata in Congo, luogo d'origine della donna, la quale poi incinta aveva raggiunto il marito: l'aggressività dell'uomo si era subito manifestata dai primi giorni, tanto da spingere la sposa a rivolgersi ai Servizi sociali comunali per ricevere protezione.

Quando nacque la loro figlia, la piccola con la madre furono ospitate per un periodo in una comunità, ma poi lui aveva promesso di non farle più del male e la donna aveva acconsentito a tornare a casa. Le violenze però continuarono, tanto che la donna dovette far ritorno in comunità e la piccola fu affidata a un'altra famiglia.

Il 15 febbraio 2013 la donna subì un tentativo di violenza sessuale dal marito: lei non voleva avere un rapporto sessuale, lui allora le aveva strappato i vestiti e l'aveva presa a calci e pugni. Lei a quel punto aveva lasciato casa, trovando rifugio da una zia. Ma le angherie da parte del marito erano proseguite, tanto che lui la seguiva, la insultava, le tendeva imboscate per minacciarla o aggredirla fisicamente.

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