Salerno. Omicidio della piccola Jolanda. Le motivazioni della condanna ai genitori: "Soffocata dal padre, la madre complice".

Immagine della notizia (Miniatura di Berthold Werner su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

"L'omicidio di Jolanda avvenne in due fasi, l'una successiva all'altra; prima un tentativo di soffocamento a mani nude che non produsse il risultato sperato, poi un'azione di soffocamento mortale, attuato con l'ausilio di un corpo soffice per ostruire completamente le vie respiratorie".

Eccola la ricostruzione del delitto della bimba di 8 mesi, secondo la Corte d'Assise di Salerno, che ha depositato le motivazioni della condanna dei due genitori. Il padre, Giuseppe Passariello, all'ergastolo. La madre, Immacolata Monti, a 24 anni di reclusione.

In quasi 50 pagine i giudici partono da un dato, i risultati dell'autopsia sul corpo della piccina, che sarebbe stata soffocata con un cuscino la notte del 21 giugno 2019, a Sant'Egidio del Monte Albino. Una tesi, questa, rafforzata da due dati scientifici: "le microlesioni alle mucose labiali e nasali e la ipervascolarizzazione degli organi".

Un corpo "martoriato" dal padre, indicato quale potenziale autore del delitto. Ma con un ulteriore passaggio logico: "L'omicidio è avvenuto in presenza di entrambi i genitori, l'uno quale esecutore materiale, l'altra con il ruolo di rafforzamento dell'altrui proposito criminoso". I due erano gli unici presenti in casa, quella sera.

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