Valsabbia. Chiuse le indagini sul caso di Jessica Mantovani. Rimasto un unico indagato che rischia il rinvio a giudizio.

Immagine della notizia (Miniatura di Les Meloures su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

C'è un unico indagato che ora rischia di andare a processo per la morte di Jessica Mantovani, la 37enne rinvenuta senza vita nel giugno 2019 alla centrale idroelettrica di Prevalle, nel bresciano.

Si tratta di Giancarlo Bresciani, 63 anni, per il quale l'ipotesi di reato formulata dagli inquirenti è quella di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La vittima, il 12 giugno di due anni fa, venne ospitata a casa di Bresciani dove trascorse la serata assumendo sostanze stupefacenti in compagnia dell'uomo e di altre persone, uscite dall'inchiesta.

Quando il padre, che l'aveva accompagnata a Prevalle a casa del 63enne, chiamò Bresciani per andare a riprendere la figlia, l'uomo gli disse che se ne era già andata. Il corpo senza vita di Jessica venne poi ritrovato nel cassone della centrale idroelettrica del paese valsabbino.

Bresciani si è sempre dichiarato estraneo alla morte della donna. Per gli inquirenti però sarebbe lui il responsabile del decesso della vittima, sul cui cadavere vennero riscontrati i segni di un'aggressione.

L'indagato ora avrà 20 giorni per presentare una memoria difensiva o per farsi interrogare.

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