Cuneo. Omicidio Mihaela Apostolides. Al processo l'esito della perizia su Francesco Borgheresi: È capace di intendere e di volere.

Immagine della notizia (Miniatura di Flesiot su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Era capace di intendere e di volere quando, nel maggio 2020, nel parcheggio dell'ex Auchan a Cuneo, ha sparato e ucciso con quattro colpi di pistola la sua ex compagna, Mihaela Apostolides.

Attualmente sottoposto a regime cautelare in carcere a La Spezia, Francesco Borgheresi, reo confesso, è capace di stare in giudizio. A stabilirlo è stata la perizia psichiatrica redatta dal perito medico nominato dalla difesa dell'uomo, imputato in Tribunale a Cuneo per omicidio aggravato dalla Legge del Codice Rosso, detenzione d'armi e porto illegale di arma da fuoco.

Nel processo è stata acquisita anche la sentenza sul caso del Forteto, riguardante le condanne per violenze e maltrattamenti degli esponenti della comunità omonima di Vicchio, in provincia di Firenze, dove Borgheresi, figlio dei soci fondatori, visse fino ai 20 anni. Successivamente entrò poi a far parte di un'associazione delle vittime della comunità.

"L'esito della perizia era prevedibile – ha commentato il legale delle due sorelle della vittima, costituitesi parte civile –. Il lasso di tempo intercorso tra la permanenza in comunità e l'omicidio non poteva far prevedere un nesso causale fra gli eventi".

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