Giugliano. Omicidio Romana Danielova a Lago Patria. È iniziato il processo. Il marito continua a sostenere la tesi del suicidio.

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È iniziato venerdì scorso il processo che vede imputato Gennaro De Falco, il 64enne è accusato di aver ucciso, strangolandola, la moglie Romana Danielova. Il corpo senza vita della 55enne è stato trovato il 12 luglio 2020 nell'abitazione in cui risiedeva a Lago Patria, località del comune di Giugliano in Campania, provincia di Napoli.

La difesa di De Falco sostiene tuttavia che il corpo della 55enne sia stato trovato impiccato, trattandosi dunque di un suicidio. Nel corso dell'udienza si sono costituiti parte civile alcuni familiari della vittima, tra cui la sorella Jana Danielova, la mamma e il fratello. Oltre a loro anche una dottoressa del 118, intervenuta sul posto.

Quest'ultima venne aggredita da De Falco perché colpevole, ai suoi occhi, di non aver sottoposto a Tso la moglie alcuni giorni prima. Per tale episodio, il 63enne è chiamato a rispondere anche di lesioni personali gravi. L'accusa principale è quella di omicidio aggravato. L'imputato però continua a professarsi innocente dal carcere di Poggioreale, dove si trova detenuto.

Le due figlie della coppia hanno scelto invece di non costituirsi parte civile. Nel corso del dibattimento ci potrebbe essere una guerra tra perizie, per dimostrare se davvero la vittima si sia impiccata o se sia stata strangolata dal marito, che poi avrebbe simulato un suicidio.

I Carabinieri, giunti il 12 luglio dell'anno scorso nell'abitazione dei due coniugi a Lago Patria, riscontrarono diverse incongruenze nel racconto dell'uomo. L'autopsia rilevò poi che la moglie era morta dopo essere stata strangolata. Toccherà dunque alla Corte d'Assise di Napoli chiarire una volta per tutte come è morta la 55enne.

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