Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Palazzo Pignano. Omicidio Morena Designati. Il marito parla per la prima volta al processo: "L'ho colpita, ma non volevo ucciderla".

Immagine della notizia (Miniatura di adirricor su Panoramio e Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

Palazzo Pignano. Omicidio Morena Designati. Il marito parla per la prima volta al processo: "L'ho colpita, ma non volevo ucciderla".

"Le ho dato due schiaffoni, ma non mi è mai sfiorato di uccidere mia moglie, non era nelle mie intenzioni ucciderla". Per la prima volta parla Eugenio Zanoncelli, 56 anni, in carcere dal 25 giugno del 2020 con l'accusa di aver ammazzato, la sera prima a Palazzo Pignano (Cremona), la moglie Morena Designati, 49 anni, gravemente malata di sclerosi multipla. L'uomo è accusato di averla colpita al volto con uno schiaffo e con una stampella.

Quella sera Zanoncelli lasciò il figlio Andrea di 12 anni, da suo fratello Roberto a Rivolta d'Adda. E fuggì in auto. Fermato dai Carabinieri all'alba, interrogato in caserma dal pm, dichiarò: "Io volevo ucciderla, come minimo prendo 20 anni". E quando il pm gli domandò: "Ieri sera che cosa è successo?", lui disse: "Per il momento preferisco non rispondere a questa domanda, perché sono ancora agitato".

Il giorno dopo, nell'interrogatorio di garanzia in carcere, davanti al gip scelse di non parlare. Un anno e quattro mesi dopo, davanti alla Corte d'Assise di Cremona, per oltre due ore ha parlato e si è difeso. Ha negato la frase detta un anno prima al pm in caserma. È scoppiato in lacrime tre volte.

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