Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Cuneo. Omicidio Mihaela Apostolides. Francesco Borgheresi condannato a 15 anni di reclusione in rito abbreviato.

Immagine della notizia (Miniatura di Flesiot su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Cuneo. Omicidio Mihaela Apostolides. Francesco Borgheresi condannato a 15 anni di reclusione in rito abbreviato.

È di 15 anni e 2 mesi la pena complessiva inflitta dal gup di Cuneo a Francesco Borgheresi, l'assassino reo confesso di Mihaela Apostolides. Il 22 maggio dello scorso anno l'allora 42enne militare, originario di Firenze, uccise la 44enne di origini romene a colpi di pistola nel parcheggio dell'ipermercato Auchan in città.

La vittima, madre di una figlia, era in Italia da quasi vent'anni e aveva abitato prima a Saluzzo e poi a Cuneo. Aveva conosciuto Borgheresi nel periodo in cui lavorava in un locale notturno a Verzuolo. L'uomo, in quel periodo di stanza a Pinerolo come caporalmaggiore degli alpini, si era infatuato di lei e aveva cercato di instaurare una relazione. Agli inquirenti, per giustificare il suo gesto, aveva parlato di continui prestiti di denaro e anche della sua gelosia nei confronti di un presunto amante dell'amica.

Nel pomeriggio del delitto i due erano andati assieme a fare spesa. Una volta rientrati in auto Borgheresi aveva impugnato la pistola ed esploso quattro colpi al petto della donna. Era stato lui stesso, in seguito, ad avvisare le forze dell'ordine con una telefonata.

A carico dell'omicida reo confesso la Procura aveva chiesto una condanna a 20 anni di carcere al termine del procedimento svoltosi con rito abbreviato. A Borgheresi era contestata anche l'aggravante del "codice rosso" che dal 2019 prevede un inasprimento di pena per le violenze di genere. Oltre che dell'omicidio, il militare doveva rispondere anche di porto illegale d'arma da fuoco. Il giudice ha ritenuto le attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante.

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