Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Sassari. Omicidio Zdenka Krejcikova. Il difensore di Fadda ha chiesto l'assoluzione: "Nessuna prova. Non c'è stata premeditazione".

Immagine della notizia (Miniatura di Benoît Prieur su Wikipedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Sassari. Omicidio Zdenka Krejcikova. Il difensore di Fadda ha chiesto l'assoluzione: "Nessuna prova. Non c'è stata premeditazione".

"Assolvete Francesco Baingio Douglas Fadda per non aver commesso il fatto". È la richiesta avanzata oggi, 18 gennaio 2022, dinanzi alla Corte d'Assise di Sassari, dal difensore del 46enne accusato del femminicidio di Zdenka Krejcikova, sua compagna, 41enne originaria della Repubblica Ceca, morta in conseguenza di una ferita da coltello riportata in un bar di Sorso il 15 febbraio 2020.

Una settimana fa il pm aveva chiesto l'ergastolo per l'imputato, ritenendolo responsabile di omicidio volontario aggravato da premeditazione, commesso nei confronti di una persona alla quale era legato da una relazione e commesso con crudeltà, nonché di resistenza, tortura, porto abusivo di coltello e sequestro di persona.

Secondo l'accusa, infatti, dopo un litigio col compagno la donna era scappata dall'abitazione per rifugiarsi nel bar sotto casa, dove Fadda l'aveva raggiunta e ferita con un coltello da cucina per poi caricarla in auto assieme alle figlie e fuggire fino a Ossi, abbandonandola agonizzante in un appartamento vicino alla guardia medica. La vittima era stata soccorsa da un'ambulanza, ma i tentativi di salvarle la vita erano stati vani.

Secondo il difensore, però, "né la perizia prodotta dall'accusa né le testimonianze sciolgono i dubbi e provano che a ferire la vittima sia stato Fadda". Dunque l'avvocato ha chiesto in subordine per l'imputato il minimo della pena e tutte le attenuanti del caso sostenendo che "è impossibile parlare di premeditazione, perché in quel caso il mio assistito non avrebbe certo atteso di ferire mortalmente la donna in un bar, davanti a delle altre persone".

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