Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Caccamo. Omicidio Roberta Siragusa. Morreale tentava di depistare le indagini inviando dei messaggi al cellulare della giovane.

Immagine della notizia (Miniatura di Phyrexian su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 4.0)

Caccamo. Omicidio Roberta Siragusa. Morreale tentava di depistare le indagini inviando dei messaggi al cellulare della giovane.

Pietro Morreale avrebbe cercato in tutti i modi di depistare le indagini sulla morte di Roberta Siragusa, la ragazza di 17 anni uccisa a Caccamo (Palermo) la notte tra il 23 e il 24 gennaio dell'anno scorso. È quanto emerso nel corso dell'udienza del processo a carico del giovane accusato di omicidio volontario, nella quale sono stati ascoltati i primi testimoni.

Il ragazzo intorno alle 7.37 aveva iniziato a mandare messaggi al telefono di Roberta, mettendo in scena secondo gli investigatori un'esasperata preoccupazione. In aula il maresciallo Cuccia ha riferito di aver avuto il primo contatto con Pietro Morreale mentre si trovava in compagnia del padre Ivan davanti alla caserma dei Carabinieri di Caccamo.

Il giovane avrebbe riferito al maresciallo che Roberta, dopo una lite, si sarebbe data fuoco utilizzando della benzina che si trovava all'interno della propria autovettura. Un racconto che sarebbe stato smentito dallo stesso padre Ivan che aveva riferito ai militari che il figlio era rientrato a casa alle 4.00 e, alla notizia della morte di Roberta, era svenuto.

A ritrovare il cadavere della vittima era stato lo stesso maresciallo Cuccia. Il corpo, seminudo e in parte carbonizzato, era riverso sulla roccia di una zona impervia di Contrada Monte Rotondo. Le immagini recuperate dagli investigatori dalle telecamere nei pressi del campo sportivo di Caccamo avevano mostrato un corpo dato alle fiamme. Lì Morreale avrebbe dato fuoco alla giovane per poi trasportarla al Monte San Calogero e abbandonarne il cadavere.

Mentre la giovane moriva, Pietro Morreale, come ricostruito dai Carabinieri, contattava un amico con il quale si metteva d'accordo per giocare da lì a poco alla PlayStation. Questa circostanza è stata confermata, secondo il racconto del tenente, dall'amico che aveva ricevuto la telefonata.

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