Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Gradara. Omicidio Natalia Kyrychok a Fanano. Chiuse le indagini: Chiesto il giudizio immediato per il marito Vito Cangini.

Immagine della notizia (Miniatura di Massimo Spagnoletti su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Gradara. Omicidio Natalia Kyrychok a Fanano. Chiuse le indagini: Chiesto il giudizio immediato per il marito Vito Cangini.

Aveva ucciso la moglie con 12 coltellate al petto perché aveva capito che lei non voleva avere un rapporto sessuale. Vito Cangini, 80 anni, ex emigrante, con la casa a Gradara di Fanano (Pesaro e Urbino), aveva programmato da tempo quella parentesi di sesso nella notte tra il 25 e il 26 dicembre scorso.

La donna si rifiuta, così lui va in cucina, prende un coltello, torna in camera e le sferra una prima coltellata che la ferisce ad un braccio, poi una seconda di striscio alla schiena. Natalia Kyrychok, 61 anni, cerca di fuggire, tenta di difendersi, ma non riesce a disarmare il marito. L'uomo la immobilizza e la finisce dandole una serie di coltellate al petto fino a trafiggerle il cuore.

Il sostituto procuratore Giovanni Narbone ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Natalia Kyrychoc, originaria dell'Ucraina, cuoca in un ristorante di Misano. Nei confronti di Cangini è stato richiesto il processo immediato.

L'anziano non ha mai negato o rimosso i motivi che lo hanno spinto all'omicidio della moglie, sposata 17 anni prima: "Lei non voleva più fare l'amore con me perché aveva un altro". L'ossessione del tradimento non lo aveva mai abbandonato negli ultimi mesi, pur non avendo prove, ma solo sospetti.

L'indagine della Procura ha permesso di ricostruire ciò che è accaduto in quella camera da letto, partendo dalla fatale aggressione fino alla confessione fatta il giorno dopo al telefono parlando al datore di lavoro della moglie, al quale riferisce che la donna non andrà più a lavoro perché lui l'aveva uccisa.

Partita la segnalazione ai Carabinieri, Cangini era stato arrestato. Durante l'interrogatorio aveva ammesso tutto. Al processo risponderà di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall'aver ucciso un prossimo congiunto.

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