Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Occhiobello. È ancora un mistero l'identità del cadavere trovato nel Po. La vittima sarebbe stata uccisa con un'arma da taglio.

Immagine della notizia (Miniatura di Threecharlie su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Occhiobello. È ancora un mistero l'identità del cadavere trovato nel Po. La vittima sarebbe stata uccisa con un'arma da taglio.

Si tratta di una donna ed è stata uccisa con un'arma da taglio. Questo è uno degli elementi che trapela dalle indagini condotte dalla Procura di Rovigo in merito al cadavere ritrovato la mattina dello scorso 4 aprile lungo una sponda del fiume Po a Occhiobello, in prossimità del Parco della rotta.

La donna, di carnagione chiara e sui 30 anni, è deceduta di recente, non oltre le tre settimane. La morte si attribuirebbe ad alcune ferite inferte con un'arma da taglio. Dal corpo è stato estratto il DNA, ma al momento il profilo non è ben chiaro.

Mancano la testa e le mani, presumibilmente amputate. La decapitazione è stata eseguita dall'omicida dopo il decesso, probabilmente per impedire l'identificazione della vittima. Le indagini hanno potuto escludere alcuni profili, emersi inizialmente, di alcune donne scomparse da tempo.

Tra queste Isabella Noventa, 55 anni uccisa il 15 gennaio 2016 a Noventa Padovana (Padova). Il fratello Paolo Noventa, arrivato a Occhiobello, ha confermato che non poteva trattarsi di lei. Altro caso quello di Samira El Attar, 43 anni, uccisa dal marito e scomparsa da Stanghella (Padova) il 21 ottobre 2019.

Poi Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile 2021. Tra le ultime ipotesi il caso di Adreea Alice Rabciuc, 27 anni di origini rumene. La ragazza era scomparsa il 12 marzo scorso, dopo una festa in un casolare di Castelplanio (Ancona).

I prossimi giorni saranno importanti per riesaminare tutti gli elementi in possesso degli inquirenti, tra cui anche il vestito colorato indossato dalla donna, oltre a ricercare tra la banca dati delle persone scomparse un profilo che si avvicini a quello fin qui acquisito.

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