Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Fara Gera. Omicidio Romina Vento. Fumagalli confessa al gip: "Lei mi voleva lasciare. Sapevo che non era in grado di nuotare".

Immagine della notizia (Miniatura di Massimo Roselli su Panoramio e Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Fara Gera. Omicidio Romina Vento. Fumagalli confessa al gip: "Lei mi voleva lasciare. Sapevo che non era in grado di nuotare".

Carlo Fumagalli, il 49enne arrestato con l'accusa di omicidio per aver causato la morte della convivente, Romina Vento, per annegamento, ha risposto alle domande del gip Vito Di Vita nell'interrogatorio di convalida. L'uomo ha confermato quanto ricostruito dai Carabinieri, raccontando gli ultimi scorci di martedì 19 aprile trascorsi con la compagna, che poi ha lasciato annegare nell'Adda.

Era consapevole che non sapeva nuotare e che per lei, quel tuffo, sarebbe stato fatale. Ha detto di essere passato a prenderla al lavoro, di aver "perso la testa" quando lei ha confermato, ancora un volta, che la loro storia era finita.

E allora il piede sull'acceleratore, di corsa sul prato verde a Fara Gera d'Adda (Bergamo), verso il fiume dove d'estate nuotava con i figli, buttandosi in acqua con l'auto. Persino "accettando l'ipotesi di morire anche lui", come ha spiegato il difensore, l'avvocato Fabio Manzari. Ma sapendo anche che poteva uscirne incolume, come alla fine è andata.

Fumagalli ha risposto al gip da un letto di ospedale a Bergamo, in seguito al ricovero giovedì sera dopo aver tentato gesti di autolesionismo in carcere. L'uomo era in cura per problemi psichiatrici. "Da cinque settimane - ha aggiunto il suo legale - aveva interrotto la cura che seguiva per una patologia psichiatrica". Tema che verrà approfondito da un perizia.

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