Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

San Paolo di Roma. Una 16enne abusata da 5 giovani durante un party. Indagata anche l'amica: Avrebbe coperto i presunti stupratori.

Immagine della notizia (Miniatura di Piofol su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

San Paolo di Roma. Una 16enne abusata da 5 giovani durante un party. Indagata anche l'amica: Avrebbe coperto i presunti stupratori.

Un party a base di vino e superalcolici tra ragazzi, in un appartamento a Roma, quartiere San Paolo. Poi la violenza di gruppo, su una 16enne. Era il febbraio 2021, pochi giorni prima di San Valentino. Ora rischiano il processo in sei: i cinque sospetti stupratori e, a sorpresa, anche l'amica della vittima. In fase di indagine avrebbe cercato di discolparli.

A far partire la denuncia la madre della 16enne, una studentessa di Montesacro. La sera del party la figlia torna a casa sbronza e in lacrime. Non riesce a dormire. Alla fine si confida. "Erano in tanti, erano in cinque. Hanno approfittato di me". Parte la denuncia. I ragazzi, a stretto giro, vengono identificati dagli investigatori della Mobile: hanno tra i 16 e i 20 anni, sono tutti romani, ma di origine magrebina.

A coordinare l'inchiesta a piazzale Clodio la pm Maria Gabriella Fazi, che a distanza di mesi, chiude le indagini sui tre ragazzi maggiorenni, tra i 18 e i 20 (mentre per due minorenni di 16 e 17 indaga la Procura minorile) contestando l'accusa di violenza sessuale di gruppo. L'inchiesta, però, a sorpresa si allarga: il magistrato iscrive nel registro degli indagati anche l'amica della vittima, la 18enne che aveva organizzato il party.

L'accusa per lei è quella di favoreggiamento: avrebbe cercato di sviare le indagini per discolpare i presunti stupratori a discapito della 16enne. Negli atti finisce anche un sms: lei che chiede all'amica "Ti sei divertita ieri sera?". E l'amica, che aveva già sporto denuncia tramite la madre, risponde: "Avoja", probabilmente per non destare sospetti, per evitare ritorsioni.

Un'inchiesta che, però, non convince i legali dei giovani indagati. Per l'avvocato Gianluca Benedetti: "L'incidente probatorio ha chiarito molto aspetti. Ritengo che la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il mio assistito, un ragazzo di appena 20 anni, sia paradossale. E sono certo che alla fine sarà chiarita".

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