Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Novoli. Nella Chiesa di Sant'Andrea Apostolo i funerali di Donatella Miccoli. Il papà della vittima: "Perdoniamo tutto".

Immagine della notizia (Miniatura di Lupiae su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Novoli. Nella Chiesa di Sant'Andrea Apostolo i funerali di Donatella Miccoli. Il papà della vittima: "Perdoniamo tutto".

"Vi ringraziamo di cuore per l'intensa partecipazione al nostro dolore. Noi perdoniamo tutto quello che è accaduto". Con queste parole Fiorello Miccoli, il papà di Donatella, uccisa dal proprio marito che si è poi suicidato, si è rivolto alle tante persone che sono intervenute ieri ai funerali della 38enne, nella chiesa Sant'Andrea Apostolo a Novoli, dove è stato proclamato il lutto cittadino.

L'uscita dalla chiesa del feretro, sul quale c'era una foto di Donatella che sorride, è stato salutato da un lungo applauso e da tanti palloncini bianchi. I funerali sono stati celebrati dall'arcivescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia.

Nella sua omelia l'arcivescovo ha ricordato Donatella, una "donna innocente, lavoratrice e mamma premurosa, tolta ad un mondo marcio". E ha evidenziato la "incapacità di comprendere l'accaduto: perché - si è domandato - la morte di una innocente? Perché una crisi familiare è sfociata in tanto sangue. Perché tante tenebre e oscurità?".

E poi, ancora, ha ricordato "quante volte abbiamo promesso, giurato, 'mai più tanto strazio, mai più siffatte tragedie, mai più violenze sulle donne'". "Se non educhiamo in profondità alla sacralità della vita umana, al reciproco rispetto e al perdono - ha sottolineato l'arcivescovo - falliremo miseramente".

Infine, monsignor Seccia ha esortato la comunità a fare in modo che "la misericordia e l'amore prevalgano sulle ruggini del rancore e del risentimento: mai più violenza, solo perdono e riconciliazione".

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