Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Pistoia. Le violenze nonostante le denunce. La vittima costretta anche a rapporti sessuali. Nuova condanna per l'ex compagno.

Immagine della notizia (Miniatura di Stefano Sansavini su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Pistoia. Le violenze nonostante le denunce. La vittima costretta anche a rapporti sessuali. Nuova condanna per l'ex compagno.

"In casa comando io": una frase che sigillava tutto, chiudeva il cerchio intorno alla compagna e la ammutoliva. E poi, tra le mura di casa, si sarebbero compiuti atti che, giorno dopo giorno, hanno trasformato la vita della giovane donna in un inferno quotidiano.

Oltre alla prepotenza, le botte e i rapporti sessuali imposti, svegliata nel cuore della notte e costretta a infilarsi sotto la doccia "per essere ben sveglia e fresca". Poi lei ha detto basta e tutto è finito davanti al giudice che nei giorni scorsi, con rito abbreviato, ha condannato l'ex compagno a 4 anni e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Il giudice per le udienze preliminari Luca Gaspari ha riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. La vicenda vede coinvolta una giovane coppia, circa trentenni, entrambi italiani che risiedono in provincia di Pistoia.

La donna aveva presentato una prima denuncia per maltrattamenti nel 2017, che aveva portato a un primo processo e a un patteggiamento, da parte dell'uomo, avvenuto del dicembre del 2021. L'applicazione di pena fu di un anno e dieci mesi. Ma dopo quella prima sentenza – come ha spiegato il legale della vittima a La Nazione –, la situazione era esplosa.

"In casi come questi – ha osservato per noi l'avvocata Barbara Mercuri – si subisce perché si ha paura di rimanere soli e nel tentativo, come in questo caso, di mantenere in piedi la famiglia per la presenza di un bambino. La mia assistita era molto innamorata del compagno e ha sempre cercato di compensare, anche affrontando, lei stessa, un percorso psicologico, ma veniva ostacolata anche in questo".

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