Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Piacenza. L'accusato si difende. "Non l'ho stuprata". L'avvocata che lo assiste bersagliata da minacce: "Faccio solo il mio mestiere".

Immagine della notizia (Miniatura di Giottodigitaleph su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Piacenza. L'accusato si difende. "Non l'ho stuprata". L'avvocata che lo assiste bersagliata da minacce: "Faccio solo il mio mestiere".

Commenti con minacce sotto gli articoli online che riportano la notizia dello stupro di Piacenza, ma anche chi si prende la briga di cercare il suo indirizzo e spedirle una mail per dirle di vergognarsi.

Nadia Fiorani, difensore del 27enne accusato di violenza sessuale nei confronti di una 55enne di origine ucraina, è sul banco degli imputati, bersaglio dei leoni da tastiera. "Le vicende giudiziarie che riguardano le violenze sessuali sono complesse di per sé per i valori che entrano in gioco, ma in questo caso - spiega l'avvocata all'Adnkronos - si intrecciano con la campagna elettorale e si pone l'accento sulla nazionalità delle persone coinvolte, entrambi stranieri ma da un lato una vittima che arriva dall'Ucraina, terra martoriata dalla guerra, e dall'altro un indagato in bilico tra l'essere regolare o irregolare in Italia".

"Ricevo insulti e minacce per il mio ruolo di difensore, sono un avvocato d'ufficio, io ho scelto questo mestiere. Lo stupro è un reato odioso, ma il mio compito è di essere garante del corretto svolgimento del processo, dire al mio assistito quali sono i suoi diritti e le prove contro, difenderlo senza offendere la vittima" conclude Nadia Fiorani.

"Non le ho mai fatto del male, non ho mai avuto intenzione di fargliene. L'ho solo aiutata a rialzarsi, dopo che era caduta a terra". Il 27enne non indietreggia e, anche davanti al gip, ha ribadito di essere innocente, sostenendo di essersi avvicinato per aiutarla, nonostante il suo difensore gli abbia riferito del racconto della vittima, confermato dal testimone che ha anche filmato con il telefonino la scena dello stupro.

"Non so se ha capito la gravità di quanto accaduto - racconta l'avvocata all'Adnkronos - io gli ho spiegato, nel modo più semplice possibile, tutti gli elementi che ci sono contro di lui. Quando è stato arrestato era lucido, non credo fosse alterato da alcol o droga, da allora lui nega di aver fatto violenza a quella donna".

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