Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Bologna. Omicidio Alessandra Matteuzzi. Giovanni Padovani si avvale della facoltà di non rispondere dinanzi al gip.

Immagine della notizia (Miniatura di Maretta Angelini su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Bologna. Omicidio Alessandra Matteuzzi. Giovanni Padovani si avvale della facoltà di non rispondere dinanzi al gip.

Giovanni Padovani, il 27enne arrestato per l'omicidio dell'ex compagna Alessandra Matteuzzi, la 56enne uccisa a martellate nella serata dello scorso 23 agosto in via dell'Arcoveggio a Bologna, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giovane dunque ha scelto il silenzio dinanzi al giudice per le indagini preliminari nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto che si è svolta questa mattina. Padovani è accusato di omicidio volontario aggravato dallo stalking. Il pm della Procura di Bologna ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. Il giudice deciderà nelle prossime ore.

Nel frattempo la vicenda si è trasformata anche in un caso politico, perché la vittima solo poche settimane fa aveva denunciato per stalking quello che sarebbe poi diventato il suo assassino, ma anche dopo la denuncia non erano stati presi provvedimenti tempestivi nei confronti di Padovani – come sarebbe potuto essere, ad esempio, un divieto di avvicinamento.

"Non si può affatto parlare di malagiustizia", si è difeso il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, che ha respinto le critiche ripercorrendo le tappe della vicenda: La denuncia di Matteuzzi "è stata raccolta a fine luglio, il 1º agosto è stata iscritta e subito sono state attivate le indagini, che non potevano concludersi prima del 29 agosto perché alcune delle persone da sentire erano in ferie. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto".

Stando ai contenuti della denuncia, secondo Amato, "non emergevano situazioni di rischio concreto di violenza: era la tipica condotta di stalkeraggio molesto".

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