Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Bologna. Omicidio Sandra Matteuzzi. Convalidato l'arresto di Padovani. L'ordinanza: "Animato da un irrefrenabile delirio di gelosia".

Immagine della notizia (Miniatura di Fenilefrina su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Bologna. Omicidio Sandra Matteuzzi. Convalidato l'arresto di Padovani. L'ordinanza: "Animato da un irrefrenabile delirio di gelosia".

"La personalità dell'indagato animato da un irrefrenabile delirio di gelosia e incapace di accettare con serenità il verificarsi di eventi avversi, come la cessazione di un un rapporto per di più caratterizzato da incontri sporadici" sono una "manifestazione di eccezionale pericolosità e assoluta incontrollabilità".

Lo scrive il gip di Bologna nell'ordinanza con la quale è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Giovanni Padovani, 27 anni, accusato dell'omicidio, aggravato dallo stalking, dell'ex fidanzata Alessandra Matteuzzi, 56 anni, uccisa martedì sera a botte e martellate sotto casa sua.

Il 29 luglio la donna aveva già denunciato il giovane per atti persecutori. Il controllo che Padovani esercitava su Alessandra era "ossessivo", come ha spiegato il legale della sorella della vittima, Giampiero Barile. La teneva "sotto scacco a distanza", con la richiesta pressante di foto e video, più volte al giorno, del luogo in cui si trovava e delle persone che frequentava.

Un video ogni dieci minuti, da inviare su Whatsapp e dove fosse ben visibile l'orario e il luogo in cui si trovava: è una delle richieste, esposte nella denuncia presentata il 29 luglio ai Carabinieri, da Alessandra Matteuzzi. La richiesta era arrivata perché sospettava dei tradimenti: se Alessandra non rispondeva alle telefonate - raccontò ai militari - o se il video tardava, arrivavano scenate.

Ed emergono anche nuovi particolari sull'omicidio della 56enne. Padovani ha continuato a "percuotere la vittima giungendo finanche a prendere una panca in ferro battuto presente sotto l'atrio che scagliava più volte contro". Il 27enne, dopo averla vista arrivare e aggredita - anche davanti a diversi testimoni, alcuni intervenuti per fermarlo - ha recuperato il martello che precedentemente aveva nascosto dietro un albero, e l'ha colpita più volte.

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