Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Livorno. Omicidio Ginetta Giolli. Il marito Youssef El Haitami condannato in primo grado all'ergastolo.

Immagine della notizia (Miniatura di Notafly su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Livorno. Omicidio Ginetta Giolli. Il marito Youssef El Haitami condannato in primo grado all'ergastolo.

Youssef El Haitami, 56 anni, è stato condannato all'ergastolo per omicidio volontario. L'imputato è accusato di aver ucciso la moglie Ginetta Giolli, 62 anni, il 3 luglio 2021. La vittima fu trovata morta nella sua abitazione di Livorno con una ferita alla testa provocata da un martello.

La coppia (sposata dal 2018) da tempo non abitava più sotto lo stesso tetto. L'uomo fu arrestato il 5 luglio dagli agenti della Squadra Mobile (diretti da Giuseppe Lodeserto). Un'amica della 62enne e alcuni vicini, riferirono dei continui litigi tra i due.

Ginetta avrebbe voluto cacciare da casa il marito, spesso ubriaco e manesco. Secondo le ricostruzioni, il loro matrimonio sarebbe stato contratto per convenienza, lui aveva ottenuto la cittadinanza italiana.

"La condanna dell'uomo arrestato dalla Polizia per l'omicidio di Ginetta Giolli – sono le parole del questore Roberto Massucci riportate da Il Telegrafo di Livornoè l'esatta cifra della qualità delle indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile con i colleghi della polizia scientifica. Sono grato al capo della mobile e ai poliziotti che hanno operato in un contesto difficile. Ringrazio il procuratore capo Squillace per la capacità della Procura di condurre la Polizia giudiziaria nell'accertamento della verità".

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