Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Imola. Tentò di affogare l'ex amante nel Santerno. Il gip rigetta la richiesta di archiviazione e dispone l'imputazione.

Immagine della notizia (Miniatura di Maretta Angelini su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Imola. Tentò di affogare l'ex amante nel Santerno. Il gip rigetta la richiesta di archiviazione e dispone l'imputazione.

Un racconto "affidabile", pienamente "riscontrato" nelle "scrupolose indagini". Quello di una 50enne di Imola (Bologna) che accusò l'amante di aver cercato di affogarla nel Santerno dopo averla attirata in trappola.

Per lui, 55 anni, il gup Domenico Truppa ha rigettato la richiesta di archiviazione della Procura nei suoi confronti ordinandone l'imputazione coatta per tentato omicidio. Perché, sottolinea il giudice al termine delle dieci pagine di ordinanza, "gli elementi raccolti sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio".

Era il 13 agosto di due anni fa quando ai Carabinieri viene chiesto un immediato intervento lungo il Santerno, a Fontanelice, per una donna in stato di choc, con un'insufficienza respiratoria in atto, "fisicamente molto sofferente", che riferiva di essere stata aggredita dall'amante con il quale da anni proseguiva una relazione extraconiugale.

Negli ultimi mesi però tra i due non correva buon sangue, un periodo costellato da denunce e controdenunce, con lei – poi indagata per calunnia e stalking – che avrebbe minacciato di riferire tutto alla moglie. Quel pomeriggio poi il dramma. Dopo l'invito dell'uomo a farsi due chiacchiere lungo il Santerno, e dopo essersi dimostrato inizialmente "affettuoso" con lei, all'improvviso avrebbe "iniziato a tirarle i capelli, a sbatterle la testa sui sassi, tentando – secondo il racconto della vittima – di affogarla, spingendo la testa sott'acqua".

Per la Procura l'accusa di tentato omicidio non tiene e, per questo, ha presentato la richiesta di archiviazione. Tra i motivi, le "dichiarazioni di lei in sede di interrogatorio avevano mancato di fornire riscontri a quanto narrato in precedenza, anzi avevano introdotto ulteriori elementi di incertezza e incongruenza nel suo racconto".

Il colpo di scena arriva in tribunale: se da un lato la richiesta di archiviare le accuse contro di lei viene accolta, diverso il destino giudiziario per quella di tentato omicidio nei confronti del 55enne. Il racconto dell'aggressione è stato ritenuto perfettamente "credibile", è coerente con i fatti. Entro dieci giorni dovrà essere formulata l'imputazione per lui.

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