Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Novellara. Spunta l'intercettazione del padre di Saman Abbas negli atti delle indagini: "L'ho uccisa io, per il mio onore".

Immagine della notizia (Miniatura di Andreab82 su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Novellara. Spunta l'intercettazione del padre di Saman Abbas negli atti delle indagini: "L'ho uccisa io, per il mio onore".

"Ho ucciso mia figlia per il mio onore", avrebbe detto Shabbar Abbas in una telefonata con un parente in Italia circa un mese dopo la scomparsa di Saman Abbas. Ai tempi l'uomo era fuggito in Pakistan, dove sarebbe tuttora latitante.

La conversazione, diffusa oggi dalla stampa, è agli atti del processo che inizierà il 10 febbraio 2023 a carico dei familiari della 18enne sparita dalla notte del 30 aprile 2021 a Novellara. Compariranno dinanzi alla Corte d'Assise di Reggio Emilia i tre familiari di Saman arrestati all'estero, in Francia e Spagna, nei mesi scorsi: lo zio Danish Hasnain e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. I genitori invece, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, sono ancora latitanti.

"Per me la dignità degli altri - avrebbe detto Abbas nella telefonata intercettata - non è più importante della mia. Io ho lasciato mio figlio in Italia. Ho ucciso mia figlia e sono venuto, non me ne frega nulla di nessuno".

Lo stesso familiare a cui Abbas aveva telefonato, sentito dai Carabinieri il 25 giugno di quell'anno, avrebbe riferito che il padre di Saman lo avrebbe chiamato per intimargli di non parlare di lui: "Io sono già rovinato, avete parlato di me in giro, non lascerò in pace la vostra famiglia. Io sono già morto. L'ho uccisa io. Noi l'abbiamo uccisa". Senza fare nomi specifici, l'uomo avrebbe inteso il contesto familiare.

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata un'immagine postata sui social che ritraeva Saman insieme al fidanzato mentre si baciavano. Un cugino, sentito dai Carabinieri di Reggio Emilia, ha riferito che i genitori e il fratello della 18enne "si lamentavano in continuazione di quella situazione". La "situazione" era la decisione della giovane di non assecondare il matrimonio combinato in Pakistan, che la famiglia voleva imporre, ma lei si era ribellata.

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