Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Ceglie Messapica. Sonia Nacci: Morta dopo un violento pestaggio. Chiesta una condanna complessiva a 74 anni per gli imputati.

Immagine della notizia (Immagine di Mfran22 su Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0)

Ceglie Messapica. Sonia Nacci: Morta dopo un violento pestaggio. Chiesta una condanna complessiva a 74 anni per gli imputati.

Settantaquattro anni di carcere complessivi. È la richiesta di condanna formulata dal pm della Procura di Brindisi, Raffaele Casto, nel processo per la morte di Sonia Nacci, la 43enne di Ceglie Messapica deceduta il 22 dicembre 2020 per le lesioni riportate dopo un pestaggio.

Gli imputati sono Giovanni e Cristian Vacca rispettivamente di 41 e 21 anni, padre e figlio accusati di omicidio aggravato in concorso. Per il primo il pm ha chiesto 30 anni di carcere. Per il secondo, 22 anni.

Coinvolta nel processo anche la 38enne Daniela Santoro, anche lei accusata di concorso in omicidio, per cui sono stati richiesti 23 anni di reclusione. Tutti gli imputati hanno sempre respinto ogni addebito.

Secondo quanto ricostruito all'epoca dai Carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, la notte dell'aggressione, il 21 dicembre 2020, Sonia Nacci sarebbe andata a casa dei due uomini per comprare della droga. A causa di un pregresso debito, però, la stessa sarebbe stata aggredita con una mazzetta in ferro.

La vittima era riuscita tuttavia a ritornare alla propria abitazione. Però col passare del tempo le sue condizioni si erano aggravate, fino al trasporto in ospedale. Il decesso è avvenuto il giorno successivo, 22 dicembre, per "shock traumatico a larga componente emorragica".

Secondo quanto sostenuto dalla difesa, gli imputati non hanno commesso il fatto perché chi aggredì la signora Nacci non aveva intenzione di ammazzarla, ma soltanto di picchiarla. Da dimostrare, poi, sempre secondo la difesa, che ad aggredire la donna furono gli imputati. La sentenza è prevista alla Corte d'Assise di Brindisi nel corso della prossima settimana.

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