Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Cassazione. La uccise e tentò di far esplodere l'appartamento. Definitiva la condanna a 18 anni.

Immagine della notizia (Immagine di Mister No su Panoramio e Wikimedia Commons — CC BY 3.0)

Cassazione. La uccise e tentò di far esplodere l'appartamento. Definitiva la condanna a 18 anni.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 18 anni di reclusione per Cristian Losso, responsabile dell'omicidio di Manuela Alves Rabacchi. Confermata dunque la sentenza emessa dalla Corte d'Appello il 2 febbraio scorso, a cui era preceduto il verdetto di primo grado in Assise il 24 maggio 2021.

La donna transessuale, all'anagrafe Emmanuel Alves Rabacchi, fu uccisa con circa 147 coltellate nel suo appartamento di via Plana a Milano. Losso, prima di fuggire, era andato in bagno e si era lavato del sangue della vittima, ripulendo pure le suole delle ciabatte.

Poi si era diretto in cucina e aveva girato le manopole dei fornelli per saturare l'appartamento di gas e farlo saltare in aria. In strada aveva pure avuto la freddezza di evitare due telecamere di altrettante banche nel tragitto fino alla sua Clio, parcheggiata in piazza Firenze.

Accorgimenti che non erano bastati al bancario 44enne per dribblare le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che lo avevano arrestato il 24 luglio 2020. Aveva ucciso la donna quattro giorni prima tentando poi di far esplodere il palazzo per cancellare le tracce che avrebbero potuto incastrarlo.

I giudici hanno respinto l'istanza del legale di Losso perché proposta fuori termine: le motivazioni del verdetto di secondo grado sono state depositate il 4 aprile 2022; il ricorso in Cassazione è stato protocollato in cancelleria il 24 maggio, oltre i 45 giorni previsti dalla legge. Di conseguenza, le ragioni della difesa, tutte concentrate sull'aggravante della crudeltà, non sono state neppure esaminate nel merito. (Nicola Palma)

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