Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Capoterra. Omicidio Slobodanka Metusev. Il marito arrestato ha avuto un malore in caserma.

Immagine della notizia (Immagine di Gianni Careddu (Discanto) su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Capoterra. Omicidio Slobodanka Metusev. Il marito arrestato ha avuto un malore in caserma.

Ha accusato un malore durante l'interrogatorio in caserma Stevan Sajn, il 50enne reo confesso del femminicidio della moglie Slobodanka Metusev, 48 anni, avvenuto ieri a Capoterra (Cagliari).

L'uomo è stato arrestato subito dopo aver ucciso la compagna a colpi di coltello. Davanti al pm, Diana Lecca, e all'avvocato difensore d'ufficio, mentre spiegava che cosa era accaduto, si è accasciato. Il 50enne è da anni cardiopatico. L'interrogatorio è stato così interrotto per il trasporto al Policlinico "Casula" di Monserrato per gli accertamenti. Nel corso della notta l'uomo è stato trasferito nel carcere di Uta, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Domani pomeriggi si terrà l'autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita dal medico legale Roberto Demontis al Policlinico di Monserrato. Gli esami dovranno accertare quale sia stata la coltellata fatale, anche se è probabile che la donna sia morta sul colpo.

Il 50enne serbo condivideva con Metusev una stanza nella casa di accoglienza straordinaria (Cas) per migranti. I due erano arrivati a Capoterra alla fine dell'estate, i vicini raccontano che erano piuttosto riservati ma litigavano spesso. (Unioneonline/D)

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