Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Narbolia. Caso Brigitte Pazdernik. Sui ricorsi di accusa e difesa deciderà la Cassazione.

Immagine della notizia (Immagine di Comune di Narbolia)

Narbolia. Caso Brigitte Pazdernik. Sui ricorsi di accusa e difesa deciderà la Cassazione.

Il prossimo 2 febbraio in Cassazione potrebbero riaprirsi i giochi nella vicenda giudiziaria sulla morte di Brigitte Pazdernik, la donna di origine tedesca residente a Narbolia (Oristano) e ritrovata senza vita a ottobre del 2018 nelle acque di Su Pallosu. Ma soprattutto potrebbe esserci una svolta per Giovanni Perria, il marito 81enne della vittima, condannato in primo grado a 24 anni per omicidio volontario e in Appello a 8 anni per induzione al suicidio.

Si riparte dal verdetto della Corte d'Appello di Cagliari, che un anno fa ha ribaltato pena e capo di imputazione. Quella sentenza è stata impugnata prima dalla difesa poi dalla Procura generale. L'avvocato difensore Antonello Spada ha da sempre sostenuto l'innocenza di Perria, insistendo sull'ipotesi del suicidio ricordando che la stessa Brigitte aveva confidato alla migliore amica l'intenzione di farla finita.

Una tesi poi accolta dai giudici della Corte d'Appello di Cagliari secondo cui la signora Brigitte sarebbe entrata in acqua da sola, ma sarebbe stato il marito a portarla al mare la sera del 10 ottobre 2018, dopo un'accesa discussione in casa. Ma non l'avrebbe uccisa, da qui la modifica del capo di imputazione. Secondo l'avvocato Spada però questo cambiamento in qualche modo ha leso il diritto di difesa perché, se si fosse partiti con l'accusa di istigazione al suicidio, la linea difensiva sarebbe stata differente.

La Procura generale invece insiste sulla responsabilità di Giovanni Perra perché, come aveva sostenuto in Aula "anche l'abbandono in mare è un omicidio". Secondo l'accusa, il marito è un uomo autoritario che aveva un grande ascendente sulla moglie tanto da riuscire a convincerla ad entrare in acqua ed a lasciarsi morire in mare.

La Corte di Cassazione potrebbe rigettare i due ricorsi e confermare la sentenza di secondo grado. Oppure potrebbe accogliere il ricorso della difesa e retrocedere il procedimento alla fase Gup. Un'altra possibilità è che venga accolto il ricorso della Procura e, a quel punto, verranno rimandati gli atti in Corte d'Appello per la rideterminazione della pena per l'accusa di omicidio. Infine la Suprema Corte potrebbe pronunciarsi per un'assoluzione. (Valeria Pinna)

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