Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Capoterra. La comunità grida "No" alla violenza contro le donne. Il rispetto è alla base di ogni rapporto.

Immagine della notizia (Immagine di Gianni Careddu (Discanto) su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Capoterra. La comunità grida "No" alla violenza contro le donne. Il rispetto è alla base di ogni rapporto.

Capoterra grida "No" alla violenza contro le donne: il 25 novembre istituzioni, scuole e cittadini marceranno tutti insieme contro ogni forma di supremazia e violenza di genere. L'assessore alla cultura e pari opportunità Donatella Dessì: "Il nostro lavoro sarà quotidiano e coinvolgeremo soprattutto le scuole perché l'educazione al rispetto deve partire sin da giovani".

L'ultimo evento di cronaca accaduto domenica scorsa ha turbato amministratori e cittadini: Slobodanka Metusev, 48enne serba, ha perso la vita per mano del suo compagno Stevan Sajn, 50 anni, anche lui di origine serba e conviventi presso la struttura che accoglie i migranti.

"Erano in corso le celebrazioni per commemorare i caduti – spiega Dessì – quando è accaduto il fatto, siamo rimasti estremamente sconvolti. È ora che si segua una strada ben precisa, mirata affinché si possa indurre a un percorso formativo in cui il rispetto e l'educazione siano le basi. Non si può lottare il fenomeno della violenza contro le donne, e quello comunque di genere, solo il 25 novembre: tutti i giorni si deve lavorare attivamente per fermare questa piaga".

Un percorso educativo, insomma, sia per i giovani, la futura generazione, che per i genitori, affinché possano crescere i propri figli con gli ideali di eguaglianza e non "etichettare" la donna come unico componente familiare dedito alla cura della casa e della famiglia: riconoscere, insomma i progressi e l'evolversi delle "conquiste" compiute dalle donne, atti quotidiani, normali, che, purtroppo, ancora oggi, sono mal tollerati da un maschio-padrone che non sta a passo con i tempi.

Concetti semplici, che dovrebbero essere scontati, ma che, invece, manomettono ancor oggi la psiche di chi propone e manifesta anche violentemente la diversità di genere. Ed è anche per questo motivo che il comune, compatto su questa importante problematica, ha deciso di investire soprattutto tanto impegno con una serie di iniziative che partiranno proprio nelle scuole, affinché i più giovani capiscano che il rispetto deve essere la priorità in qualsiasi relazione sociale.

"Il progetto e l'evento – spiega la consigliera Silvia Cabrasnasce da una analisi dei fatti quotidiani che vedono purtroppo ancora troppe persone coinvolte in aggressioni, violenze, maltrattamenti. Persone di qualsiasi età ma, in particolare, le donne subiscono in silenzio mesi, anni di abusi, violenze fisiche, psichiche fino ad essere brutalmente uccise. Ancora oggi le donne vengono trattate come oggetto di cui disporre da parte di uomini senza pudore, senza base culturale, senza nessuna forma di rispetto.

"La commissione pari opportunità del comune di Capoterra di cui sono presidente - continua la consigliera Cabras -, ha deciso che si debba partire dai più giovani affinché il messaggio sia chiaro: il rispetto è alla base di ogni rapporto. Istituzione e scuola marceranno di pari passo per manifestare il dissenso verso ogni forma di violenza. Si partirà alle 10.30 dal piazzale comunale di via Cagliari, per arrivare alla piazza Liori in cui i ragazzi appenderanno in appositi nastri i loro cartelloni con impronte rosse".

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