Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Cagliari. Omicidio Angelica Salis. Sospeso il processo al marito: "Vanno riconosciute le attenuanti".

Immagine della notizia (Immagine di Francesco Canu su Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0)

Cagliari. Omicidio Angelica Salis. Sospeso il processo al marito: "Vanno riconosciute le attenuanti".

La Corte d'Assise di Cagliari ha stabilito di sospendere il processo che vede imputato Paolo Randaccio, il 69enne di Quartucciu accusato di aver ucciso la moglie Angelica Salis, 60 anni, il 9 settembre 2021.

I giudici hanno infatti deciso, accogliendo la tesi del pubblico ministero Nicola Giua Marassi, di inviare gli atti del procedimento alla Corte Costituzionale.

La norma del codice penale sulla quale dovranno pronunciarsi i giudici della Consulta riguarda i reati punibili con l'ergastolo per i quali non si può applicare il rito abbreviato (che prevede uno sconto di un terzo della pena) e nega che sulle aggravanti del vincolo familiare possano avere un peso maggiore le attuanti, cioè gli elementi che possono spingere inquirenti e giudici a valutare il caso specifico e infliggere una pena proporzionata.

Concludendo la sua requisitoria, il pm aveva sottolineato la particolarità del femminicidio di Quartucciu, il profilo del marito omicida ("un buon padre di famiglia che voleva tutelare la moglie", affetta da una grave malattia psichiatrica), il fatto che l'uomo abbia ammesso subito le sue responsabilità, chiamando quasi in diretta i carabinieri e mostrando, una volta rinviato a giudizio, "un ottimo comportamento processuale".

"Non si tratta di un orco che ammazza la donna dopo una vita di vessazioni", aveva detto il pm spiegando: "È colpevole sì, ma deve poter godere delle attenuanti in quanto incensurato, lavoratore e reo confesso".

Per la pubblica accusa, quindi, la norma è costituzionalmente illegittima. Ora si attende il verdetto della Consulta.

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