Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Roma. Denuncia le violenze del convivente: "Vengo a casa e ammazzo te e tua madre".

Immagine della notizia (Immagine di Eirini Lampiri su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Roma. Denuncia le violenze del convivente: "Vengo a casa e ammazzo te e tua madre".

L'ha picchiata diverse volte, spesso anche davanti al bimbo di tre anni. Le ha puntato un coltello e una volta avrebbe addirittura messo un cuscino in faccia a lei e al bambino. Queste le accuse contro un uomo di 35 anni residente a Roma, finito a processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Come riportato da Il Messaggero, a denunciarlo è stato la moglie. I due si sono separati, ma questo non avrebbe impedito all'uomo di continuare a perseguitarla e minacciarla di morte. "Sei una pazza schizofrenica, vengo a casa e ammazzo te e tua madre", una delle frasi che il 35enne avrebbe urlato alla moglie in uno dei momenti in cui avevano litigato.

Agli insulti spesso si accompagnavano anche le botte. Spinte, schiaffi, pugni, calci. La donna ha dichiarato che veniva picchiata anche mentre era incinta, e che il marito non si preoccupava minimamente di poter fare del male a lei e al bambino.

"Sei pazza, sei schizofrenica come tua zia". "Non sei buona a niente, devi andare a lavorare". Queste alcune delle frasi riportate da Il Messaggero che l'uomo avrebbe rivolto alla donna.

Il 35enne ha respinto le accuse. Ha dichiarato che c'erano liti violente, ma che erano scatenate dalla gelosia della moglie. Saranno i giudici a stabilire se condannarlo per maltrattamenti familiari e lesioni. Intanto l'uomo non potrà avvicinarsi, né alla moglie, né al figlio.

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