Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Perugia. Caso Mastropietro. Domani la pronuncia dell'Appello bis. La madre: "Spero nell'ergastolo".

Immagine della notizia (Immagine di Fabio Tiberi su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Perugia. Caso Mastropietro. Domani la pronuncia dell'Appello bis. La madre: "Spero nell'ergastolo".

"La condanna per violenza sessuale c'è già stata in primo e secondo grado e spero venga confermata anche stavolta: mia figlia è stata violentata. Io spero sempre ci sia una condanna all'ergastolo a vita". Lo afferma all'Adnkronos Alessandra Verni la mamma di Pamela Mastropietro.

La vittima, 18enne romana, fu uccisa e fatta a pezzi nel Maceratese. I suoi resti furono ritrovati in due trolley a Pollenza, il 30 gennaio 2018. La madre ha parlato alla vigilia dell'udienza che si svolgerà domani al Tribunale di Perugia per l'Appello bis relativamente all'aggravante della violenza sessuale nei confronti di Innocent Oseghale.

La Cassazione ha infatti confermato la condanna all'ergastolo del nigeriano per aver ucciso e fatto a pezzi Pamela, disponendo invece un appello bis per la valutazione dell'aggravante della violenza sessuale. Se l'aggravante dovesse cadere, per Oseghale, condannato all'ergastolo in primo e secondo grado, potrebbe esserci uno sconto di pena.

Sul caso nei giorni scorsi la mamma di Pamela ha scritto tre lettere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiedendo di essere ascoltata.

E proprio ieri è stata ricevuta al Quirinale da un consigliere del Capo dello Stato: "Ho esposto tutti i vari aspetti del caso di Pamela - riferisce Verni - alcuni dei quali sono ancora aperti, tutto quello che in questi anni non è stato fatto e non si è voluto fare". La famiglia della ragazza non ha mai creduto alla versione secondo cui il nigeriano abbia fatto tutto da solo.

Chiede che si indaghi su altri presunti complici e inoltre pone fin dall'inizio il tema delle norme che regolano le comunità terapeutiche. Ora Alessandra Verni attende di poter essere ricevuta anche dalla premier Meloni e da Nordio: "Spero mi ricevano. Io confido ancora nelle istituzioni".

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