Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Messina. Un giurato aveva più di 65 anni. Il processo al killer di Lorena potrebbe essere annullato.

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Messina. Un giurato aveva più di 65 anni. Il processo al killer di Lorena potrebbe essere annullato.

Rischia l'annullamento il processo di primo grado per il femminicidio di Lorena Quaranta, che nel luglio scorso ha visto la condanna all'ergastolo del suo compagno e convivente, l'infermiere 30enne vibonese Antonio De Pace.

A spiegarne le ragioni è la "Gazzetta del Sud": un giurato che componeva la Corte d'Assise di Messina aveva superato in corso di processo la soglia massima dei 65 anni per far parte del collegio. Ne è convinto uno dei difensori di De Pace, l'avvocato Salvatore Silvestro, che nei suoi motivi d'appello depositati di recente mette tra le questioni da trattare in secondo grado, al primo posto, proprio questo dettaglio.

Il trentenne calabrese e reo confesso Antonio De Pace la notte del 31 marzo 2020, durante il primo lockdown generale, uccise la fidanzata agrigentina e laureanda in Medicina, Lorena Quaranta. Lei aveva 27 anni ed era originaria di Favara.

Il femminicidio si consumò nell'abitazione in cui la coppia conviveva da circa un anno a Furci Siculo, un piccolo comune della provincia ionica di Messina. Lo scorso luglio l'infermiere di Vibo Valentia era stato condannato anche a risarcire i familiari di Lorena e il Centro donne antiviolenza, parti civili nel processo. Tuttavia, se venissero accolte le motivazioni della difesa, potrebbe essere tutto da rifare.

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