Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Roma. Omicidio Scialdoni. Bonaiuti non risponde al gip. Il difensore: "No premeditazione, un tragico errore".

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Roma. Omicidio Scialdoni. Bonaiuti non risponde al gip. Il difensore: "No premeditazione, un tragico errore".

Il gip di Roma ha convalidato l'arresto di Costantino Bonaiuti, l'uomo che venerdì scorso ha ucciso l'avvocatessa Martina Scialdone di 35 anni, con cui aveva avuto una relazione. Il giudice, al termine dell'udienza di convalida, ha disposto la misura del carcere per il 61enne.

L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei confronti dell'indagato la procura di Roma contesta l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili e abbietti motivi.

"Se tutti avessero fatto il loro lavoro, i loro compito di cittadini, questa ragazza sarebbe ancora viva. La ragazza pare avesse chiesto aiuto: nessuno ha modo di riscontrare questa richiesta di aiuto, ma questo lo appureremo. In questa vicenda ci sono due vittime". Così l'avvocato Fabio Taglialatela, difensore di Bonaiuti.

"C'è stato un ritardo generalizzato, pare che la ragazza si sia recata con le proprie forze a chiedere aiuto dopo l'aggressione, ma pare non abbia ricevuto nessun sostegno. Non c'è stata nessuna premeditazione - aggiunge il difensore - era un rapporto consenziente tra due persone".

"Non si tratta di omicidio volontario o preterintenzionale" - continua il legale, "è stato il tragico errore di un soggetto che forse voleva porre fine alla propria vita e che invece soffrirà per sempre. Le difficoltà psicologiche e psichiatriche del mio assisto sono certificate. Era seguito da un centro per una forma depressiva, ma non è questa patologia che ha dato luogo all'evento perché era assolutamente controllata".

"Quella sera non voleva uccidere, ha avuto un istinto suicida. La pistola è stata tirata fuori per fare del male a se stesso: il colpo è partito e collima con le lesioni mortali che ha riportato la vittima, ma non c'era l'intento di uccidere", ha spiegato il difensore di Costantino Bonaiuti.

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