Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Spinea. La confessione di Alexandru Ianosi: "Ho colpito Lilia a coltellate. Mi ha provocato".

Immagine della notizia (Immagine di Luca Favorido (Luca.favorido) su it.wikipedia.org — CC BY-SA 4.0)

Spinea. La confessione di Alexandru Ianosi: "Ho colpito Lilia a coltellate. Mi ha provocato".

Alla pm Alessia Tavarnesi, che conduce le indagini, ha riferito di non "averci più visto", di aver preso un coltello dalla cucina e di averla colpita. Tante coltellate date con violenza, fino quasi a staccarle un braccio. Così è stata uccisa Lilia Patranjel, 40 anni, lo scorso 23 settembre a Spinea.

La confessione di Alexandru Ianosi, 35 anni, convivente ed ex compagno della vittima, è arrivata nel corso dell'interrogatorio al quale l'uomo, nelle scorse settimane, è stato sottoposto alla presenza del proprio avvocato, Francesco Neri Nardi.

Una frase, forse una battuta, che per lui è stata "una provocazione". Questo ha fatto scattare nella sua testa la violenza mortale. Non ha mai parlato di un altro uomo nella loro relazione, ma ha detto che i rapporti erano tesi. La donna sarebbe stata intenzionata a lasciare l'abitazione e chiudere definitivamente lo loro convivenza.

Due, secondo l'autopsia, le ferite mortali inferte tra l'addome e il torace, oltre ad un numero non meglio quantificato di ferite di striscio sulla parte superiore del corpo. Con l'interrogatorio e la confessione di Ianosi - che non aveva mai rilasciato dichiarazioni, né ai Carabinieri durante l'arresto, né al giudice per le indagini preliminari nel corso dell'udienza di convalida - l'inchiesta si avvia alla conclusione.

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