Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Ravenna. Violenze e soprusi su moglie e figlie. Padre di famiglia patteggia 2 anni in tribunale.

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Ravenna. Violenze e soprusi su moglie e figlie. Padre di famiglia patteggia 2 anni in tribunale.

Violenze e vessazioni si sarebbero protratte sin dal giorno del matrimonio, che risale al 2001. Un ricorso abituale a forme di sopraffazione, fisica e psicologica, pressoché quotidiana, sia nei confronti della moglie, ma in certi casi anche rivolte contro la figlia minorenne.

Con una escalation negli ultimi tempi quando, malmenando la donna, il marito ha finito per rompersi una mano. Davanti al Gup Corrado Schiaretti l'imputato, un 58enne di nazionalità marocchina, accusato di maltrattamenti in famiglia e difeso dall'avvocato Paolo Zoli, ha scelto in udienza preliminare la strada del patteggiamento, ottenendo una pena di due anni. La donna, di quattro anni più giovane, che si era rivolta a Linea Rosa, era tutelata dall'avvocato Cristina Magnani.

Il 5 gennaio 2022, in base alla denuncia della moglie, il 58enne poiché rientrando a casa non lo aveva salutato, aveva colpito la figlia con uno schiaffo al volto, facendola cadere addosso alla madre che era seduta sul divano. E alla richiesta di spiegazioni di quest'ultima, che si era frapposta per impedire all'uomo di proseguire nella sua condotta violenta, le avrebbe detto "ha fatto crescere questa bastarda che non ha rispetto per me".

Poi, dopo l'intervento dell'altra sorella, aveva continuato a offendere la moglie, minacciandola di buttarla fuori da casa. Il giorno successivo, secondo l'accusa, ha afferrato la moglie per la maglia, strattonandola violentemente, per poi colpirla con calci e pugni in ogni parte del corpo, in particolare alla schiena e alla testa, sino a quando la donna si è accasciata sul divano: "tu sei mia moglie e fai quello che dico".

L'ha minacciata con una caraffa, per poi continuare a colpirla con pugni al petto, nonostante la figlia gli supplicasse di smetterla, cosa avvenuta solo quando la donna ha perso i sensi. È in quell'occasione che l'uomo aveva finito per rompersi le dita di una mano, tanto erano forti i colpi che infliggeva alla consorte.

Alla vittima ha causato una policontusione, in particolare allo zigomo e allo stomaco, per una prognosi complessiva di due settimane. Alla figlia aveva invece provocato la sospetta frattura della mandibola, da cui è derivata una prognosi sempre di 15 giorni.

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