Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Cassazione. Uccise Mariana Szekeres e Nikolova Temenuzhka: "Non ci fu continuazione dei reati".

Immagine della notizia (Immagine di Mister No su Panoramio e Wikimedia Commons — CC BY 3.0)

Cassazione. Uccise Mariana Szekeres e Nikolova Temenuzhka: "Non ci fu continuazione dei reati".

Dovrà scontare oltre 30 anni di carcere Carmine Ferrante, il 42enne muratore di Vietri sul Mare, condannato in via definitiva per l'omicidio della romena Mariana Szekeres, delitto consumato a Salerno, e della bulgara Nikolova Temenuzhka, avvenuto a Pagani.

La Corte di Cassazione non ha ravvisato gli estremi per una continuazione dei reati, dichiarando inammissibile il ricorso della difesa. Partendo da un presupposto, e cioè che non sia possibile una rilettura "alternativa delle fonti probatorie" come era stato chiesto nel ricorso.

La 19enne romena fu uccisa nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2016, nella periferia di Salerno. Mentre la bulgara, Nikolova, tra il 12 e il 13 agosto 2016 a Pagani. Entrambe sarebbero morte strangolate.

L'uomo ottenne una riduzione per solo uno dei due procedimenti. "Secondo il giudice dell'esecuzione - spiega la Cassazione in apposita ordinanza - dalla lettura delle sentenze di condanna, non era possibile affermare che fosse sussistente il medesimo disegno criminoso, posto che non erano ravvisabili elementi sintomatici del fatto che Ferrante, nel momento in cui aveva iniziato a porre in essere la prima condotta accertata, avesse già preventivato di commettere anche gli ulteriori e successivi reati".

Per il delitto di Salerno, Ferrante fu individuato grazie a indagini specifiche, che accertarono la sua presenza sul luogo della scomparsa della ragazza, la notte in cui di lei si persero le tracce. Per il delitto di Pagani, invece, l'auto di Ferrante fu individuata nei luoghi dove la donna era scomparsa.

Ad incastrarlo furono delle tracce ritrovate su orecchini e un bracciale nelle disponibilità della vittima, a lui riconducibili. Determinanti anche le testimonianze di due donne, che riferirono, attraverso un identikit, di aver visto l'uomo, quella sera, in compagnia della donna.

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