Napoli. Omicidio Ornella Pinto. Chiesta la conferma della condanna all'ergastolo per l'ex compagno.

Immagine della notizia (Immagine di Armando Mancini su Flickr — CC BY-SA 2.0)

Napoli. Omicidio Ornella Pinto. Chiesta la conferma della condanna all'ergastolo per l'ex compagno.

La Procura generale ha chiesto la conferma dell'ergastolo per l'omicidio di Ornella Pinto. Niente sconti, per l'ex convivente della docente uccisa due anni fa nella sua abitazione, in zona San Carlo all'Arena a Napoli.

In aula, il pg Musto ha chiesto la conferma della massima pena per Pinotto Iacomino, che ha sempre provato a difendersi battendo sul delitto non premeditato, ma maturato nel corso di un litigio.

La donna era stata aggredita a coltellate il 13 marzo 2021. L'uomo aveva usato un coltellaccio recuperato nell'albergo di famiglia, poi si era appostato sotto casa, all'ingresso nell'abitazione dove aveva vissuto con Ornella. Per il pg Luigi Musto non ci sono dubbi: aggravante della premeditazione e della crudeltà, unica pena possibile è quella dell'ergastolo.

Chiara la ricostruzione dell'accusa, alla luce delle indagini condotte dalla Mobile del primo dirigente Alfredo Fabbrocini e dal commissariato Stella San Carlo all'Arena: Ornella, insegnante di sostegno, aveva chiesto a più riprese di troncare la relazione con il compagno. A leggere i messaggi finiti agli atti, aveva più volte fatto capire al compagno che sarebbero rimasti comunque uniti nel comune progetto di crescere il figlio in un clima sereno e fomativo.

In aula, hanno discusso gli avvocati Carmine Capasso e Loredana Gemelli, costituiti parte civile per conto della famiglia della vittima: l'avvocato Capasso ha sottolineato la presenza del piccolo in casa, mentre il papà infliggeva 13 coltellate sul corpo della madre; l'avvocato Gemelli ha invece fatto notare, nel corso della sua discussione, che nel corso dell'esame reso durante il primo grado, l'imputato ha sostenuto di aver usato il coltello, qualche giorno prima di uccidere la moglie, in casa, "riponendolo nel frigorifero".

Stando alla ricostruzione dell'avvocato Gemelli, si tratta di una confessione involontaria, dal momento che il coltello - come hanno accertato i poliziotti - era stato prelevato da un set di coltelli di pari foggia riposti nel frigorifero in disuso di un albergo di famiglie. (di Leandro Del Gaudio - Il Mattino)

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