Voce su Fatiha El Afghani
Uno scorcio panoramico dall'alto di Terni (di Valerio Clementi, licenza CC BY-SA 4.0)
Fatiha El Afghani, 44 anni, è morta il 19 ottobre 2026 all'ospedale Santa Maria di Terni.[1][2] La donna – originaria del Marocco, ma residente nel quartiere Borgo Bovio del capoluogo ternano – si trovava ricoverata nel nosocomio da oltre cinque mesi.
Il precedente 9 maggio 2026 la vittima era stata brutalmente aggredita dal marito connazionale Mohamed El Messaoudi, 42 anni, di professione operaio.[3] Nel corso del primo pomeriggio, la donna stava rientrando a casa al termine del proprio turno di lavoro come badante a bordo di un autobus di linea. Sullo stesso mezzo era presente anche il marito, sottoposto a divieto di avvicinamento con l'applicazione del braccialetto elettronico. A un certo punto, quando l'autobus si trovava nei pressi di Santa Maria – una località del comune di Narni (Terni) – El Messaoudi ha iniziato a inveire verbalmente contro la moglie per poi colpirla ripetutamente con un martello.[4]
La quarantaquattrenne era stata colpita violentemente otto volte alla testa. Poco dopo il malintenzionato si era dato alla fuga, quando la conducente dell'autobus, assistendo alla terribile aggressione, aveva fermato il mezzo e aperto la porta.
Nel precedente mese di aprile, i Carabinieri di Terni avevano arrestato El Messaoudi per maltrattamenti e lesioni personali ai danni della moglie, avvenuti nell'abitazione della coppia. Per quel motivo l'operaio era stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla coniuge con l'applicazione del braccialetto elettronico.
Secondo le ricostruzioni, l'uomo aveva devastato la casa e picchiato Fatiha El Afghani, davanti alla figlia minorenne. Quest'ultima aveva chiamato il 112, facendo scattare l'allarme. Per quei fatti, l'11 giugno 2026, El Messaoudi è stato condannato per maltrattamenti.[2]
Dopo l'aggressione sull'autobus, il braccialetto elettronico era stato trovato dagli investigatori nei pressi del mezzo. L'uomo aveva provveduto a strapparlo e manometterlo, prima di avvicinarsi alla moglie. Il martello, usato per colpire la donna, era stato acquistato poche ore prima dell'aggressione.[5] Tre giorni dopo, il 12 maggio 2026, El Messaoudi è stato rintracciato dai Carabinieri nei pressi di un bar, dove si era recato per fare colazione a Vascigliano di Stroncone (Terni). I militari lo hanno sottoposto ad arresto e condotto in carcere per tentato femminicidio.
La signora El Afghani aveva rimediato danni irreversibili ed era rimasta ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale Santa Maria di Terni, prima in rianimazione e poi nel reparto di neurochirurgia. Le sue condizioni non sono migliorate e, dopo cinque mesi di agonia, all'alba del 19 ottobre 2026, i medici hanno dichiarato il decesso. Con la morte della donna, il reato contestato all'uomo è stato modificato in omicidio volontario aggravato.[2]
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