Roma Ostia. Uccise Silvia Napoli nel 2004: 44enne torna in carcere per maltrattamenti e stalking sulla ex.
Era tornato in libertà dopo aver scontato la condanna per l'omicidio della fidanzata Silvia Napoli, uccisa nel 2004 a Tor Bella Monaca di Roma dopo essere stata scaraventata dal quattordicesimo piano di un palazzo in via dell'Archeologia.
Oggi Ferdinando Conca, 44 anni, è finito nuovamente in carcere, questa volta nell'ambito di un'inchiesta per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. L'uomo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla gip del Tribunale di Roma, Emanuela Attura, ed è stato rintracciato dalla Polizia mentre passeggiava con il cane a Ostia.
Dopo l'arresto è stato trasferito nel carcere di Rebibbia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del VI Distretto Casilino e dalla Procura di Roma, durante la relazione e la convivenza la donna avrebbe subito per anni una presunta escalation di violenze fisiche e psicologiche, tra aggressioni, percosse, insulti, umiliazioni e minacce. Tra gli episodi contestati ci sarebbero anche un'aggressione con un coltello, un colpo al torace e il lancio di una padella che avrebbe provocato una ferita alla testa.
La relazione si sarebbe conclusa nel maggio scorso, ma secondo l'accusa le condotte persecutorie sarebbero proseguite anche dopo la separazione. L'uomo avrebbe tempestato l'ex compagna di telefonate a qualsiasi ora, accompagnandole con pesanti insulti e minacce di morte. Tra le frasi riportate dagli investigatori ci sarebbero "se ti vedo ti ammazzo", "ti sfregio" e "ti do foco".
Contestata anche la pubblicazione quasi quotidiana di video su TikTok dal contenuto intimidatorio, rivolti alla donna e ai suoi familiari. Secondo la gip, questa condotta avrebbe provocato nella vittima un grave e perdurante stato d'ansia, al punto da costringerla a modificare le proprie abitudini, evitare di uscire da sola e vivere nel timore di essere rintracciata.
Le dichiarazioni della donna avrebbero trovato riscontro nei video sequestrati e nelle testimonianze dei familiari ascoltati durante le indagini. Nel provvedimento cautelare viene inoltre richiamato il precedente per l'omicidio di Silvia Napoli: un elemento che, insieme alle presunte nuove condotte violente e alle minacce, avrebbe contribuito alla valutazione del pericolo di reiterazione dei reati.
Per la giudice, la misura del carcere è stata ritenuta necessaria per interrompere quella che viene descritta come un'escalation criminale. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l'indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. (RaiNews)