Spoltore. Omicidio Alina Cristina Cozac. Le motivazioni della condanna a 24 anni per Mirko De Martinis.

Immagine della notizia (Immagine di Delli Rocili su Panoramio e Wikimedia Commons — CC BY 3.0)

Spoltore. Omicidio Alina Cristina Cozac. Le motivazioni della condanna a 24 anni per Mirko De Martinis.

«Nessun elemento consente di rappresentare la condotta come di lieve intensità, e tale da conciliarsi con la valutazione suggerita dal giudice di prime cure, di una condotta animata esclusivamente dall'intenzione di limitarsi a provocare semplicemente dolore nella vittima, senza tuttavia la possibilità di rappresentarsi la potenzialità lesiva mortale e comunque di proseguire in essa con la convinzione di poter ricusare l'avveramento del relativo rischio».

Per questo motivo i giudici della Corte d'Appello del L'Aquila rivedono la condanna comminata a Mirko De Martinis per la morte della sua compagna Alina Cozac, deceduta per asfissia meccanica nella loro casa di Spoltore, la notte del 22 gennaio 2023, e fanno salire la pena da 18 a 24 anni di reclusione.

Quindi non più omicidio preterintenzionale come aveva deciso la Corte d'Assise di Chieti (che parlò di una breve compressione del collo non per uccidere), ma omicidio volontario con dolo eventuale e la concessione delle attenuanti generiche che bilanciano l'aggravante del rapporto di convivenza tra i due. La Corte aquilana ha accolto quindi in larga parte l'appello della procura di Pescara, che aveva tuonato contro la sentenza di Chieti che negava tutta una serie di circostanze, respingendo nello stesso tempo le richieste della difesa.

«La ricostruzione del fatto – scrivono i giudici – rende evidente la prevedibilità in capo all'agente dell'evento concretamente determinatosi nonché la volontaria accettazione del rischio ad essa connesso, imponendo perciò di ravvisare, nella specie, la piena sussistenza del dolo eventuale di omicidio».

«E dunque, la condotta consistente nel cingere il collo della vittima mediante il braccio e l'avambraccio integra una forma di strangolamento manuale idonea a determinare asfissia meccanica o sincope riflessa, e costituisce modalità esecutiva tale da rendere prevedibile l'evento morte e da fondare il dolo eventuale e che ai fini della configurabilità del dolo eventuale, non assume rilievo la durata della condotta di compressione del collo, potendo anche una azione di breve periodo, se esercitata con sufficiente intensità, determinare una evento letale prevedibile».

«Quanto al comportamento successivo dell'agente, quale la richiesta di soccorso al 118, si osserva che trattasi di evidenza di significato ambiguo, di per sé non incompatibile con il dolo eventuale, apparendo piuttosto come condotta finalizzata alla riduzione delle conseguenze dell'azione già posta in essere, potendo quindi essere ragionevolmente interpretata come espressiva di un moto di resipiscenza non infrequente nelle ipotesi di azione delittuosa determinata da una pulsione che abbia ingenerato una determinazione criminale d'impeto». (di Maurizio Cirillo – Il Centro)

Cara/o utente, spero tu abbia apprezzato il contenuto di questa pagina.

FemminicidioItalia.info è un progetto informativo nato nei primi mesi del 2019 dedicato alla raccolta di dati e notizie su casi recenti e passati di femminicidio in Italia, nonché sul fenomeno della violenza sulle donne nel nostro paese.

Nel corso del tempo lo sviluppo del sito è aumentato a dismisura. Le pagine sono diventate centinaia e le voci di approfondimento sono costantemente monitorate per fornire gli ultimi aggiornamenti. Teniamo traccia delle notizie e riportiamo quelle più importanti avendo sempre cura di citare le fonti per ringraziare i giornalisti del loro arduo lavoro.

Tuttavia la gestione del progetto è diventata anche più complessa e dispendiosa. Se credi nella bontà del nostro operato e ti va di contribuire, potresti darci una mano oppure considerare di effettuare una donazione. Anche una piccola somma può significare un grande aiuto affinché il sito rimanga in vita e continui a essere aggiornato. Grazie.♥