Siena. Omicidio Ana Yuleisi Casanova. Il compagno in aula: "È stato un incidente. Chiedo perdono".

Immagine della notizia (Immagine di Pimlico27 su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Siena. Omicidio Ana Yuleisi Casanova. Il compagno in aula: "È stato un incidente. Chiedo perdono".

"È stato un incidente, mi è partito il colpo: non le avrei mai fatto volontariamente del male. Chiedo perdono alla famiglia". In cinque ore di esame in aula, davanti alla Corte d'Assise di Siena, l'mputato Fernando Porras Baloy è rimasto sempre fermo nella sua posizione: non ha ucciso in modo deliberato la compagna Ana Manyoma Casanova, "Yuleisi", quel colpo è partito accidentalmente.

L'ha ribadito più volte respingendo la ricostruzione del Ris circa una fucilata volontaria da posizione eretta, a distanza ravvicinata: "Ero in camera, seduto sul lato sinistro del letto e armeggiavo col fucile, prima che Yulia entrasse in camera per mettersi le scarpe – si è giustificato – l'ho caricato una volta poi ho provato a sfilare la cartuccia, ma non ci riuscivo, e nel richiuderlo è partito il proiettile. Mi sono subito fiondato su di lei, le ho detto: Amore mio parlami, non mi lasciare".

L'esame ha toccato tanti aspetti, soprattutto quelli legati al rapporto tra i due, costellato, secondo le accuse, da tanti episodi di maltrattamenti, anche sul cane della coppia: "Mai visto quei segni sul suo corpo, lividi o occhi neri, di cui hanno parlato i testimoni, sono cose non vere. Del cane confermo, ogni tanto lo picchiavo, era difficile gestirlo", ha detto ai giudici.

È emerso in ogni caso la forte gelosia della giovane nei suoi confronti, motivata da alcune condotte del compagno: "In camera, prima dell'incidente, mi stavo sentendo con la mia migliore amica – ha raccontato – ed è vero che mi sentivo con la mia ex in Colombia, le mandavo anche delle foto intime, Julia sapeva tutto ed aveva paura che la lasciassi. Ma io non lo avrei mai fatto: era la mia regina, quel giorno facemmo l'amore e la sera volevamo uscire insieme fuori. Chiedo perdono alla famiglia per quanto successo".

Tante le contestazioni fatte dal procuratore Andrea Boni a carico dell'imputato, legate ad alcuni cambi di versione forniti rispetto al primo interrogatorio, che il sudamericano ha motivato con lo choc post tragedia. "Io di incidenti colposi in carriera ne ho visti tanti, le persone piangono anche nei mesi dopo – detto dubbioso il magistrato –, lei invece aveva un atteggiamento freddo, molto presente a sé stesso". (di Claudio Coli – Corriere di Siena)

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