Voce su Luigia Fortunato
Uno scorcio della Basilica della Santa Casa a Loreto in provincia di Ancona (di Massimo Roselli, licenza CC BY-SA 2.5)
Luigia Fortunato, 33 anni, è stata trovata morta all'interno della propria abitazione nel corso della tarda serata del 9 luglio 2026 a Loreto, un comune della provincia di Ancona.[1][2]
A lanciare l'allarme al 112 sarebbero stati alcuni vicini di casa, dopo avere visto l'ex compagno della vittima, Sami Khemaies, un nordafricano di 35 anni, barcollante in strada, in evidente stato di choc e con gli indumenti intrisi di sangue. L'uomo avrebbe riferito ai passanti: "L'ho ammazzata", poi si sarebbe allontanato dal posto.
Poco dopo i Carabinieri e il personale sanitario hanno fatto irruzione nell'appartamento della trentatreenne, situato al quinto piano di un condominio in via Donato Bramante, e hanno rinvenuto Luigia Fortunato esanime sul pavimento. La donna sarebbe stata uccisa con oltre 20 coltellate. Si è rivelato inutile qualsiasi tentativo di rianimarla. Troppo gravi le ferite inferte con l'arma da taglio utilizzata dall'assassino.
La trentatreenne, originaria di Cerignola (Foggia), era da anni residente a Loreto. In passato aveva lavorato come cameriera, mentre negli ultimi tempi era impiegata come operaia in una ditta della zona. La donna era anche madre di un figlio di 7 anni.[1][2]
La relazione con l'ex compagno, con il quale aveva avuto il bambino, era terminata da tempo. L'uomo, tuttavia, non si sarebbe rassegnato all'idea di lasciarla e tra i due ci sarebbero stati anche tensioni sull'affidamento del figlio. L'uomo in passato sarebbe stato anche allontanato da casa perché violento.
Il nordafricano si sarebbe presentato più volte nell'abitazione di Luigia Fortunato, sia per riallacciare il rapporto che per riprendersi il bambino che, nel momento del delitto, si trovava a casa della nonna materna. L'ultima lite tra le mura domestiche, poco prima dell'omicidio, ci sarebbe stata proprio sull'affidamento del figlio.
Dopo aver compiuto l'omicidio, Khemaies si è spostato a Porto Recanati dove, nel corso della notte, si è costituito alla locale caserma dei Carabinieri. Dinanzi agli inquirenti, avrebbe confessato le proprie responsabilità. I militari lo hanno sottoposto a fermo e condotto in carcere.[3]
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