Nocera Inferiore. Il caso della morte di Luciana Capozzoli. Dall'autopsia segni compatibili con uno strangolamento.
I segni trovati sul collo di Luciana Capozzoli sarebbero compatibili con lo strangolamento. Comunque con una morte provocata da un "atto violento".
È uno degli elementi emersi nel corso dell'esame autoptico effettuato lo scorso 31 giugno sul corpo della 56enne trovata senza vita nell'appartamento, che condivideva con il marito, a Nocera Inferiore in provincia di Salerno. L'uomo, Gerardo Iapicco, 69 anni, è in stato di arresto per l'omicidio della moglie sposata solo 5 anni fa.
Nel corso dell'autopsia effettuata dal medico legale Francesca Consalvo, su incarico della Procura di Nocera Inferiore, alla presenza anche del consulente medico della difesa, Giovanni Zotti, sono stati effettuati anche i prelievi utili per esami tossicologici e istologici. In sostanza si cerca di capire le condizioni di salute della donna al momento del decesso.
Gli investigatori vogliono capire se, nelle ore precedenti alla morte, avesse assunto dei farmaci. La donna era stata in passato anche in cura presso una struttura specializzata. Il marito, Gerry per gli amici, molto conosciuto nel quartiere di via Di Florio, ha costantemente negato ogni responsabilità nella morte della donna.
Le sue contraddizioni, nel corso degli interrogatori, però, avevano suscitato dubbi e perplessità da parte degli investigatori. Dubbi a cui si erano sommate le prime analisi esterne sul corpo che, sin da subito avevano individuato segni sul collo e sul corpo della donna. Segni provocati forse da un laccio o da nastro adesivo. (di Sabina Olivetti – Corriere.it)