Voce su Luciana Capozzoli
Uno scorcio di Nocera Inferiore con il Vesuvio sullo sfondo (di Threecharlie, licenza CC BY-SA 3.0)
Luciana Capozzoli, 56 anni, è stata trovata morta nel corso della tarda serata del 25 giugno 2026 in un'abitazione di via Elia Di Florio a Nocera Inferiore, un comune della provincia di Salerno.[1][2]
A dare l'allarme sarebbe stato il compagno della donna, Gerardo Iapicco, 69 anni. Il personale sanitario, intervenuto nella casa della coppia, avrebbe classificato la vicenda come "morte sospetta". Sul corpo della vittima, infatti, sarebbero stati riscontrati dei segni all'altezza del collo, indicativi di un probabile strangolamento o soffocamento. Dopo avere constatato il decesso della cinquantaseienne, gli operatori del 118 hanno allertato i Carabinieri. Questi ultimi hanno eseguito diversi sopralluoghi nell'abitazione e raccolto la versione di Iapicco, che avrebbe dichiarato di avere trovato la convivente esanime per poi chiamare i soccorsi.
Nelle pomeriggio del 26 giugno, però, i Carabinieri hanno fermato il sessantanovenne, gravemente indiziato di essere il responsabile della morte della compagna.[1][2] Ascoltato a lungo dagli investigatori, sarebbero emerse varie incongruenze nel racconto del sessantanovenne.
L'uomo avrebbe inizialmente riferito di essere stato il primo a lanciare l'allarme, poi avrebbe cambiato versione, sostenendo che a contattare i soccorsi sarebbero i vicini di casa. Tra l'altro, alcuni residenti nelle vicinanze avrebbero testimoniato ai Carabinieri di avere visto la donna con del nastro adesivo intorno al collo e alla bocca.[1][3]
Iapicco, operaio metalmeccanico in pensione, divorziato e poi vedovo con figli, nel 2019 aveva conosciuto sui social Luciana Capozzoli, anche lei divorziata e con figli, impiegata come operatrice socio-sanitaria nell'assistenza agli anziani. Dopo due anni, nel gennaio del 2021, i due si erano sposati.[4]
Nell'interrogatorio di garanzia, tenutosi il 29 giugno 2026, l'uomo ha continuato a proclamare la sua estraneità nell'ambito della morte della convivente, ribadendo di averla trovata già esanime. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari di Nocera Inferiore ha disposto la custodia cautelare in carcere a carico del sessantanovenne, nonostante il provvedimento di fermo della Procura non sia stato convalidato per la mancata sussistenza del pericolo di fuga.[5]