Coriano. Tania Sperindio uccisa a martellate. L'autopsia: "Sferrati quattro colpi". L'ex marito in carcere.
Quattro colpi violenti, sferrati con una mazzetta da muratore, che hanno le sfondato il cranio uccidendola sul colpo. Questi i primi risultati dell'autopsia, eseguita dalla dottoressa Donatella Fedeli su ordine della Procura, sul corpo di Tania Sperindio la 63enne uccisa nei giorni scorsi nella sua abitazione di Mulazzano, frazione di Coriano.
Colpi violenti che non hanno lasciato scampo alla vittima ritrovata dagli inquirenti nel vano della caldaia della villetta di via Agello dopo che l'ex marito, Mario Bonifazi, 71 anni, aveva chiamato i Carabinieri della Stazione di Coriano per confessare il delitto. Il primo a scoprire il corpo della donna era stato il figlio della coppia, un 27enne, dopo che il padre gli aveva detto di andare nel seminterrato della casa perché "c'era qualcosa per lui".
Il femminicida si era addebitato fin da subito la paternità dell'assassinio e, agli inquirenti dell'Arma aveva parlato dei profondi dissidi, per motivi economici, che c'erano con l'ex moglie dalla quale si era separato dopo il Covid e divorziato da circa un anno. Nonostante la fine del matrimonio, tuttavia, la signora Sperindio non aveva mai lasciato l'abitazione di Mulazzano e, negli ultimi tempi, gli ex coniugi avevano deciso di venderla.
Una scelta che, però, a Bonifazi non era mai andata giù in quanto il 71enne malsopportava il fatto di avere aiutato la 63enne quando era in difficoltà e che, con la separazione, Sperindio avanzasse pretese sulla casa di Mulazzano.
L'aggressione, infatti, si è consumata dopo la visita nella villetta di via Agello di un perito che avrebbe dovuto valutare l'immobile. Bonifazi, secondo quanto emerso, aveva quindi ritenuto la donna colpevole di avergli tolto la stabilità, sia di una famiglia che quella economica. (di Tommaso Torri – RiminiToday)