Roma. Omicidio Angelina De Souza. Dopo la condanna a 24 anni, al via il processo d'Appello per Nemtelea.
Sarà celebrato il prossimo 5 novembre, davanti alla Corte d'Appello di Roma, il processo di secondo grado a seguito della condanna a 24 anni di carcere inflitta a Dorin Nemtelea, 42enne moldavo, per la morte di Angelina Soares De Souza, 46enne brasiliana da anni residente a Colli del Tronto.
La sentenza di primo grado è andata oltre le richieste della pubblica accusa, che aveva sollecitato una pena di 15 anni di reclusione. Nel procedimento si sono costituiti parte civile i tre figli della vittima, assistiti dall'avvocato Umberto Gramenzi, ai quali è stata riconosciuta una provvisionale di 150mila euro ciascuno, in attesa che l'ammontare complessivo del risarcimento venga stabilito in sede civile.
Angelina Soares De Souza morì il 4 aprile 2024 dopo essere precipitata dal terrazzo di un palazzo di via Fasan, a Ostia. In un primo momento Nemtelea aveva sostenuto che la donna si fosse tolta volontariamente la vita, ma la versione era stata messa in discussione dalle testimonianze di alcune persone che quella mattina avevano udito furibonde liti tra i due.
Successivamente, messo alle strette, l'uomo aveva confessato l'omicidio, senza però chiarire nei dettagli la dinamica. Determinante per la ricostruzione dei fatti è stata la perizia dell'ingegnere meccanico Luigi Pinchera, illustrata ieri mattina in aula prima della sentenza. L'esperto, anche attraverso l'utilizzo di un drone, ha ricostruito la scena e la traiettoria della caduta, escludendo l'ipotesi di un gesto volontario.
La donna, precipitata dal quarto piano con il viso rivolto verso il palazzo, sarebbe stata in una posizione compatibile con l'ipotesi che Nemtelea l'abbia afferrata e sollevata dopo una colluttazione in cucina, per poi farla precipitare nel vuoto. (di Giuseppe Ercoli – il Resto del Carlino)