Macerata. Uccise l'ex compagna Gentiana Kopili a Tolentino. Nikollaq Hudhra è stato rinviato a giudizio.
Uccise la ex moglie Gentiana Kopili in strada il 14 giugno 2025 sferrandole a ripetizione 22 fendenti con una lama resa appositamente più acuminata, poi una volta a terra l'aveva colpita al volto con un calcio.
L'albanese 56enne Nikollaq Hudhra ieri mattina è stato rinviato a giudizio dal gup Giovanni Maria Manzoni. Il processo per omicidio aggravato si aprirà il prossimo 12 novembre dinanzi alla Corte d'Assise. I due figli della vittima si sono costituiti parte civile con l'avvocato Guglielmo De Luca chiedendo un risarcimento di un milione ciascuno.
"Non lo fanno per una questione economica – ha tenuto a precisare a margine dell'udienza il legale – ma per chiedere che la Corte d'Assise renda giustizia alla madre, vittima di un delitto atroce". "Sosterremo la totale incapacità di intendere e di volere", ha invece puntualizzato il difensore di Hudhra, l'avvocato Sergio Del Medico.
Lo scorso febbraio lo psichiatra Luciano Secchiaroli, incaricato dalla gip Daniela Bellesi su richiesta del pm Enrico Riccioni di eseguire una perizia su Hudhra, aveva concluso che l'omicida è affetto da un disturbo delirante paranoide con delirio persecutorio e di veneficio (era convinto che la ex moglie avvelenasse lui e i loro due figli con il cibo, ndr), cronicizzato presente all'epoca dei fatti.
Questa patologia, per il professionista, aveva inciso sulla capacità di intendere e di volere ma senza escluderla. Il pubblico ministero contesta al 56enne il reato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. All'epoca dei fatti il reato di femminicidio non era stato ancora introdotto. (Corriere Adriatico)